Raffreddore: come definirlo?

Con il termine raffreddore si identifica una patologia di origine virale che comporta sintomi a carico delle vie aeree superiori e determina l’infiammazione di:


  • mucosa nasale

  • mucosa faringea


Si tratta di una delle patologie più comuni al mondo, nonché tra le più contagiose che si manifesta dopo una incubazione che va dai due ai quattro giorni e che nella maggior parte dei casi si risolve nel giro di 10 giorni circa.



Raffreddore: sintomi principali e manifestazione

Sintomi tipici del raffreddore sono:


  • starnuti frequenti

  • congestione nasale

  • secrezioni nasali che, in una prima fase si presentano chiare e liquide per poi divenire giallastre e aumentare di consistenza man mano che la patologia segue il suo decorso

  • sensazione di fastidio alla gola

Il raffreddore può essere talvolta associato all’insorgenza di febbre e mal di testa ma anche di dolori muscolari o infiammazione dei linfonodi nel collo.



Raffreddore: come si contagia

Il contagio del raffreddore si verifica entro i primi 3 giorni di malattia per scemare al termine della stessa.
Il contagio può avvenire in


via diretta

un semplice starnuto o colpo di tosse, e in generale il venire in contatto con la saliva di un individuo infetto può bastare per un passaggio diretto del virus responsabile da un organismo all’altro. Anche il semplice dialogare può quindi facilitare il contagio

via indiretta

gli oltre 200 virus responsabili del raffreddore possono infatti persistere per ore una volta fuori dall’organismo. Non occorre dunque che ci sia un passaggio ravvicinato con la persona infetta, basta anche la frequenza dello stesso ambiente, una stretta di mano o il toccare un medesimo oggetto


Raffreddore: l’importanza delle buone abitudini

Sfuggire al raffreddore, come abbiamo visto non è così semplice e, pertanto, il rispetto delle principali norme igieniche diventa fondamentale.



  • per evitare di essere contagiati: è bene lavarsi le mani se siamo stati in contatto con persone con raffreddore o possibili ambienti infetti;

  • per evitare di contagiare: quando si starnutisce o si tossisce è bene farlo nell’incavo del gomito o in un fazzoletto monouso per evitare di contaminare l’ambiente esterno.


Raffreddore: fattori di rischio

Particolari condizioni di base del nostro organismo o ambientali possono aumentare il rischio di essere contagiati dal raffreddore. Tra i principali fattori di rischio rileviamo:



  • Cambiamenti climatici : come correnti di aria, passaggi repentini caldo/freddo che determinano un abbassamento delle difese di naso e gola con la conseguente diminuzione dell’effetto barriera delle ciglia vibratili presenti all’interno delle vie respiratorie

  • Aria secca: un fattore che facilita la proliferazione di virus che, in queste condizioni, riescono a permanere più a lungo nell’ambiente.

  • Stress: una condizione che indebolisce il nostro organismo e la resistenza di quest’ultimo alle infezioni.

In generale l’abbassamento delle difese immunitarie determina una maggiore esposizione al contrarre la patologia. Ecco perché maggiormente esposti sono bambini e anziani, poiché soggetti di per sé debilitati e con sistemi immunitari più deboli. Nei bambini, in particolare, il raffreddore tende a manifestarsi in maniera più grave e con una durata tendenzialmente maggiore.


Rimedi e terapie contro il raffreddore

Dal raffreddore si guarisce di norma nell’arco di 10 giorni. In attesa che la patologia segua il suo normale decorso è possibile alleviare i fastidiosi sintomi associati attraverso rimedi naturali, come l’inalazione di vapore, la frequente pulizia del naso o l’assunzione di caramelle balsamiche che potrebbero aiutare a respirare meglio.

Quando i sintomi sono particolarmente fastidiosi, limitando persino lo svolgimento delle normali attività quotidiane e lavorative, è possibile ricorrere a farmaci come quelli a base di paracetamolo e pseudoefedrina. Il primo ha azione analgesica e antipiretica mentre il secondo principio attivo ha un effetto decongestionante della mucosa delle vie aeree superiori.




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Aut. del 14/11/2019



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